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Julie & Julia:
l'ingrediente segreto di Meryl Streep

Con il film della Ephron e il Marc'Aurelio d'oro l'attrice si prepara a conquistare il festival di Roma.
di Tirza Bonifazi Tognazzi

Julie (contro) Julia
L'avevamo lasciata che si tuffava a bomba nel mare della Grecia sulle note di una canzone degli ABBA, per ritrovarla rigida e impettita negli abiti clericali di Sorella Aloysius; cancellata ogni traccia della sua risata cristallina, Meryl Streep passava dal leggero impianto musicale di Mamma mia! a quello teatrale del drammatico Il dubbio confermando, se mai ce ne fosse stato bisogno, il suo naturale mimetismo. Collezionata l'ennesima candidatura all'Oscar per il ruolo dell'inflessibile superiora, l'attrice statunitense torna sul grande schermo nei panni di Julia Child, la celebre cuoca americana che fece conoscere la cucina francese in patria. Diretto da Norah Ephron, Julie & Julia si divide tra l'avventura parigina della Child e quella della giovane Julie Powell, intenzionata a cucinare tutte le pietanze del libro di ricette della celebre cuoca nell'arco di un anno. Due storie vere che s'intrecciano – su due piani temporali distinti – al ritmo della commedia. "Interpretare Julia Child, o meglio l'idea che Julie Powell si era fatta di lei, è stato un modo per portare sullo schermo una versione idealizzata di mia madre che con il mio personaggio condivide la stessa joie de vivre" ha rivelato la Streep. "Ho sempre voluto essere come lei, anche se ho preso tutto da mio padre, e questo ruolo è un piccolo omaggio allo spirito di mia madre, che sapeva davvero come divertirsi. In più, ogni volta che entrava in una stanza la illuminava".

Il cinema ti fa bella
Fa specie pensare che Meryl Streep si senta così diversa da quella madre che sapeva illuminare una stanza quando vi entrava. Lei che illumina il set e lo schermo come se fosse luce pura, non importa quale ruolo si trovi a interpretare. Un talento naturale, il suo, che è stato premiato da un subisso di riconoscimenti e da una carriera tra le più longeve e memorabili. Era il 1977 quando Meryl Streep faceva il suo esordio sul grande schermo (in una particina) nel film Julia al fianco di Jane Fonda e Vanessa Redgrave e solo l'anno successivo guadagnava la prima candidatura all'Oscar per Il cacciatore. Sono passati più di tre decenni da allora; in questo arco di tempo l'attrice non ha mai smesso di incantare il pubblico con ruoli, sempre studiati nel dettaglio, che hanno contribuito ad arricchire, e talvolta rivoluzionare, l'immaginario femminile cinematografico.

Prossima fermata: Roma
Dopo il Premio César onorario e il Life Achievement Award consegnatole dall’AFI, Meryl Streep verrà celebrata a Roma con il Marc'Aurelio d'oro e una rassegna, pensata a tavolino con gli organizzatori del festival, che testimonia il suo virtuosismo. "È considerata l’attrice più brava nell’affrontare parti di donne dall’accento straniero" recitano le note che spiegano il perché del riconoscimento. "Ha una pelle di porcellana, una massa luminosa di capelli
che cattura la luce dell'inquadratura, un mimetismo virtuosistico, un ovale di una espressività minuta e ininterrotta ed è in possesso di una tecnica impeccabile e completa". Attraverso una carrellata di film, da Kramer contro Kramer a Mamma mia!, da Innamorarsi a I ponti di Madison County, verrà ripercorsa la fulgida carriera di un'attrice votata alla settima arte, un'interprete (che lei stessa preferisce al termine "artista") capace di illuminare le stanze del cinema da oltre trent'anni.